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Via delle Colline, 8
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| Firenze | Siena | Pisa | Il Casentino | Il Mugello | ![]() |
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| La Costa | Il Chianti | La Valdinievole | Versilia | La Garfagnana |
| TAPPE |
LUNGHEZZA |
| Firenze - Certaldo | km. 50 |
| Certaldo - Poggibonsi | km. 14 |
| Poggibonsi - Siena | km. 21 |
Da Firenze a Certaldo:
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Lasciamoci alle spalle la città natale di Dante, passiamo attraverso il torrione del 300 detto Porta Romana ed avviamoci verso la periferia della città, con veduta sulla sinistra della Certosa del Galluzzo. La strada si avvia attraverso la campagna fiorentina, passando tra le numerose colline, le valli, toccando molti piccoli centri storici. Arriviamo così ad un importante affluente, l'Elsa che ci segnala l'arrivo in un importante centro toscano: Castelfiorentino; questo è un centro di origine medievale del secolo XII e da qui, ci dirigiamo verso Certaldo passando, tra numerose fabbriche attrezzate in piccole aree industriali. Arrivando a Certaldo, è possibile notare sulla destra il "Castello", ancora oggi, cinto dalle mura. |
Da Certaldo a Poggibonsi:
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Conviene a questo punto deviare sulla destra e passare la ferrovia Firenze - Siena, salire su per i colli tra vigneti, per arrivare alla splendida località di San Gimignano. Questa città medievale è oggi, ancora un centro storico non contaminato dalla urbanizzazione moderna, ricco delle sue famose torri, San Gimignano è un luogo affascinante per vari motivi: in esso c'è storia, arte, cultura ed un ottima cucina che non guasta. Famosa poi è la località, per la ormai nota "Vernaccia", vino tipico locale. Scendendo giù, verso il fondovalle dell'Elsa si arriva a Poggibonsi, centro industriale di notevoli dimensioni situato in ottima posizione strategica per lo sviluppo economico della città. |
Da Poggibonsi a Siena:
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Riprendiamo la strada per Siena (evitando la superstrada) e riavviamoci verso il fondovalle, qui superiamo un affluente dell'Elsa, lo Staggia e imbocchiamo una delle vie secolari d'Italia: la Cassia. Sulla destra lasciamo dietro di noi i resti di una rocca e di un convento medievale di S. Lucchese, ed arriviamo al centro del paesino di Staggia, ricordiamoci che siamo in un centro agricolo, famoso per la produzione di vino; da notare attorno al paese le rovine del castello e le fortificazioni fatte nel 300. Poco dopo arriviamo alla stazione di Castellina in Chianti, famosa per i suoi vini; siamo ormai alle porte di Monteriggioni, situata alla nostra sinistra ed eretta dai senesi nel 200 per difendersi dagli attacchi dei fiorentini. Proseguendo nel nostro itinerario, si entra nei boschi calcarei dominati da cave e quindi, giungiamo ad un importante valico o limite geografico: lo spartiacque tra il bacino dell'Arno e quello dell'Ombrone; da qui è possibile ora notare sulla destra il Pian del Lago e poi proprio davanti a noi, Siena. |
Da Firenze al Casentino
| TAPPE |
LUNGHEZZA |
| Firenze - Consuma | km. 34 |
| Consuma - Camàldoli | km. 36 |
| Camàldoli - Sansepolcro | km. 39 |
Da Firenze a Consuma:
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L'itinerario in questione comprende un lungo viaggio attraverso i bacini dell'Appennino Tosco - Umbro - Marchigiano, passando da piccoli centri medievali a scenari di grande spessore storico e culturale con frequenti richiami alla poesia dantesca e a celebri espressione dell'arte come: Piero della Francesca, Cimabue, Giotto, Martini, Lorenzetti, Giovanni Pisano, etc. Si lascia quindi la città di Firenze e si prende la via Aretina, poi la S.S. 67 "Tosco - Romagnola", e si arriva a Rovezzano; qui la valle dell'Arno si restringe facendoci vedere ampi pendii con terreni terrazzati a vigne ed olivi. Attraversata la località delle Sieci, si arriva a Pontassieve, centro agricolo e commerciale, sede di numerosi stabilimenti di vino; da qui lasciata la S.S. 67, si prende verso destra la S.S. 69 e dopo circa un km si arriva all'imbocco della S.S. 70, della Consuma; questa salendo dolcemente attraversa oliveti e sopratutto vigneti. Siamo nella zona del Chianti Putto, dove la famiglia Frescobaldi è proprietaria del castello di Nipozzano (località le Palaie). Proseguendo sulla strada. il paesaggio acquisisce connotati più montanari con i castagneti che prendono via via il posto dei vigneti. |
Da Consuma a Camaldoli:
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Si sale ancora fino al valico (m. 1050 s.l.m.) ed a destra si può notare il bel panorama sul Pratomagno e, dall'altra parte, sulla sinistra si vede il Monte Falterona dal quale nasce l'Arno. Da qui si scende velocemente verso il Casentino, conca tra la valle dell'Arno ed i molti prati verdi di faggi, querciole ed altro; dopo circa 10 km. dal passo della Consuma si devia a sinistra per Stia dove è possibile notare le rovine del castello di Romena. Passata la località Pratovecchio, si continua in direzione Poppi, tornando sulla S.S. 70 qui, all'altezza del paese, si devia a sinistra per Camàldoli; dove la strada sale piuttosto dolcemente, dopo Moggiona siamo immersi nei boschi di abeti fino a Camàldoli; questo è un luogo di soggiorno estivo, ma anche centro per riunioni e convegni. Nella località si può visitare il monastero del secolo XI di San Romualdo, nel quale è situata un'antica farmacia dove è possibile acquistare prodotti omeopatici ed il famoso elisir preparato dai monaci. |
Da Camaldoli a Sansepolcro:
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Si va verso sud - est, sulla S.S. 71, la quale si snoda tortuosa verso Bibbiena tra castagneti e faggi, qui poco prima di arrivare a Soci si nota sulla sinistra la Mausolea, una bella villa costruita nel 1650. Raggiunta Bibbiena il centro più importante del Casentino, si va verso la S.S. 208 della Verna, collegamento tra la valle dell'Arno e l'alta valle del Tevere. Da qui si scende dapprima verso Alpe di Serra per poi risalire tra verdi boschi di abeti e faggi, a m.750 s.l.m. nella piccola località di Dama, passata la quale si arriva fino al valico dello Spino e quindi a Chiusi della Verna. Questo è un centro di villeggiatura che sorge tra i boschi a m. 950 s.l.m. e conserva sulla destra le rovine del castello di Orlando Cattani, il signore che nel 1213 donò a Francesco d'Assisi il Monte della Verna. Qui, ci si arriva per una strada di circa 5 km. ed è possibile fermarsi a mangiare e dormire nella splendida foresteria della località suddetta. Proseguendo nel nostro tour, passato il valico dello Spino, si raggiunge il fondo a Pieve Santo Stefano e da qui, si scende verso Sansepolcro lungo la S.S. 3 bis Tiberina. Questa è zona densa di acque fornite dai molti ruscelli e torrenti presenti nella valle; sul versante sinistro si trovano oliveti e vigneti che si ergono fino a 500 m. di altitudine e più in alto ancora, troviamo boschi di quercia e castagneti. La strada arriva a Sansepolcro, centro commerciale ed industriale della Val Tiberina, ma è anche piccola città d'arte con vari musei in essa presenti; qui intorno al XV secolo nacque Piero della Francesca famosissimo pittore di quel tempo. |
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| La Costa | Il Chianti | La Valdinievole | Versilia | La Garfagnana |
| TAPPE |
LUNGHEZZA |
| Siena-Asciano | Km |
| Asciano-Cortona | Km |
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Cortona - Perugia |
Km |
Da Siena a Asciano:
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Si lascia la città di Siena passando attraverso la porta Pispini e si prende la S.S. 438 per Asciano che attraversa Taverne d'Arbia, da qui superato il ponte sull'Arbia si entra in un panorama dai rilievi tondeggianti, con zone di veduta circa le caratteristiche dei processi di erosione. La strada si fa via via sempre più tortuosa, da notare sul percorso la presenza fitta di laghetti artificiali e greggi al pascolo, sopratutto nel periodo estivo; qui il pascolo ovino è al top, perché può contare su ampi pascoli ricchi di specie vegetali che conferiscono ai latticini un sapore del tutto particolare. Si giunge quindi, dopo vari sali e scendi a Vescona ed a Fontanelle, quindi al km. 21 arriviamo ad Asciano, centro medievale ricco di opere d'arte, da qui superato il fiume Ombrone si incontra una deviazione (9 km) per l'abbazia di Monte Oliveto Maggiore; posta su un'altura dalla quale si dominano le Crete Senesi. |
Da Asciano a Cortona:
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Dopo Asciano, sulla S.S. 438 la Laretana si prosegue per il borgo di Serre di Rapolano, qui al km. 29 in località Oliviera è visibile la gran cava di travertino, che ha dato luogo ad una intensa attività estrattiva; tenendo la sinistra lungo la statale si arriva a San Gimignanello, nascosto da folti cipressi e proseguendo poi per Rigomagno, si arriva ad una stretta valle dove la strada tende a fiancheggiare la ferrovia. Qui a Rigomagno, c'è il famoso mattatoio "La Chianina", che ricorda una famosa razza di bovini, i quali forniscono la bistecca divenuta leggenda fatta alla fiorentina. Passando poi per Rocca di Lucignano e dalla porta di S. Giovanni si godono molti panorami con ampia visione sulla Valdichiana; qui è possibile vedere le coltivazioni specializzate di: cereali, barbabietole, viti, olivi, ma non solo, anche attività industriali, quali mobili, abbigliamento e materiali da costruzione. Passando Manzano, centro di sorgente di un acqua oligominerale e proseguendo per Cortona, si può vedere sulla sinistra il famoso pozzo di S. Giberto Pellegrino. |
Da Cortona a Perugia:
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Imboccando la S.S. 71 da Camucia ci si indirizza verso il lago Trasimeno. La strada costeggia il lago nel suo lato occidentale, fra numerosi campeggi, ristoranti tipici e paesini; all'altezza di Panicarola si lascia la S.S. 71 e si devia verso Panicale, pittoresco centro con veduta centrale sul lago. Da qui si punta decisamente verso il Trasimeno, sfiorando le pendici del Monte Solare per arrivare sulla S.S. 599 Litoranea, con a sinistra il castello di Montalera che ebbe notevole importanza alla fine del XIII secolo. Lasciando sulla sinistra San Savino, si giunge alla conca di Magione (centro importante anche per la produzione di ottimi vini) e si prosegue per Perugia passando per Malbe e nel tratto finale dalle frazioni di Olmo, Ellera e Lacugnano. |
Da Siena a Pitigliano
| TAPPE |
LUNGHEZZA |
| Siena - S. Quirico d'Orcia | Km. 44 |
| S. Quirico d'Orcia - Radicòfani | Km. 30 |
| Radicòfani - Pitigliano | Km. 74 |
Da Siena a San Quirico d'Orcia:
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Usciti da Siena per Porta Romana, scendiamo verso la valle dell'Arbia, e all'orizzonte sbuca il Monte Amiata. Stiamo quindi entrando nella zona delle cosiddette Crepe Senesi, una zona argillosa dove prendono forma collinette ondulate più o meno alte; qui c'è quasi totale assenza di alberi e la coltivazione preferita è quella dei cereali. Passando poi per Ponte d'Arbia, si arriva a Buonconvento che è cinto da varie mura del 300, è questo un altro centro medievale della zona. Si prosegue e si può notare sulla nostra destra, un altro borgo dello stesso periodo: Montalcino, famoso per il suo rinomato "Brunello". Giungiamo quindi a San Quirico d'Orcia, uno dei più antichi centri della regione (lo si conosceva già nel VII secolo) situato in collina a m. 400 s.l.m.; da vedere nel borgo, le sue famose e preziose porte. |
Da San Quirico d'Orcia a Radicòfani:
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Ora non ritorniamo sulla S.S. Cassia, ma andiamo verso Pienza; saliamo e sul panorama di sinistra è possibile vedere le formazioni di biancane: cupolette di argilla all'aperto. Pienza, è la "città ideale" quattrocentesca, buona mèta da vedere non solo per i suoi connotati medievali, ma anche per l'ottima cucina (è famoso il suo formaggio Pecorino). Arrivati poi in zona fondovalle, tra le località La Scala e Gallina, davanti a noi spiccano, sul versante opposto, due piccolissimi centri, quelli di Rocca d'Orcia e Castiglione d'Orcia. Ora siamo di nuovo sulla S.S. Cassia, l'Amiata è sempre più vicino; da qui è possibile notare la rocca di Radicòfani, a m. 900 dal suolo, questa è una sosta obbligata per vedere lo splendido panorama circolare che da essa si gode. Verso nord è possibile vedere il punto di confluenza tra Formone ed Orcia; a nord-est, si nota la Val d'Orcia con il Monte Cetona (m. 1150 s.l.m.); a sud-est, la valle del Rigo; a sud la valle del Paglia ed a sud-ovest il Monte Civitella (m. 1110 s.l.m.). Infine verso ovest, possiamo ammirare il Monte Amiata, con le sue colate laviche ed i caratteristici centri abitati (Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore, Campiglia d'Orcia, etc. tutti sui 700 - 800 metri s.l.m.). |
Da Radicòfani a Pitigliano:
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Per ammirare meglio il Monte Amiata, è necessario tornare indietro fino alla località Le Conie. Qui si svolta a sinistra si sale verso la montagna. Saliamo tra fitti rimboscamenti di conifere, sotto alle vecchie colate di lava, ed arriviamo a San Salvatore, antico borgo con case nere di materiale vulcanico; da visitare l'abbazia di origine longobarda del secolo VII. Da qui in inverno, è possibile sciare andando a prendere gli impianti distanti poche centinaia di metri. Arriviamo dunque quasi in vetta dell'Amiata, a quota m. 1600 s.l.m., per godere di un panorama molto vasto (si spazia dagli Appennini fino alle coste tirreniche ed ai laghi del Lazio); è anche possibile notare delle vecchie miniere di cinabro (solfuro di mercurio). Proseguendo nel nostro itinerario, è possibile attraversare vari centri, tra cui Piancastagnaio e Santa Fiora, qui al bivio per il suddetto borgo è possibile visitare un complesso conventuale francescano del 200. Passiamo attraverso i corsi d'acqua, scendiamo verso Rigo e Paglia e tornati sulla S.S. Cassia, attraversiamo il confine del Lazio e dopo qualche tornante siamo ad Acquapendente, centro romano e poi divenuta città longobarda. Puntiamo quindi nuovamente in Toscana, verso Pitigliano, passiamo prima sul lago Bolsena per ammirarlo, andiamo verso destra in località Onano e Sorano; siamo in una zona di saliscendi con forti dislivelli e pochi corsi d' acqua. Arriviamo quindi a Pitigliano: centro come tutti gli altri, di origine etrusca, caratterizzato da case-torri e difese naturali al paese dategli dagli strapiombi. |
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| TAPPE |
LUNGHEZZA |
| Pisa - Volterra | km. 66 |
| Volterra - Colle Val d'Elsa | km. 94 |
| Colle Val d'Elsa - Siena | km. 119 |
Il viaggio:
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Il tragitto in questione riguarda la strada che va da Pisa a Perugia di 287 km, facendo tappa a Siena passando poi per Volterra e, Colle Val d'Elsa, Cortona, Castiglione del Lago e la costa occidentale e meridionale del Trasimeno. L'itinerario percorre città molto vecchie, medievali nonché alcune di origine etrusca, più scarsa è invece l'impronta alle città dell'epoca romana. Il viaggiatore può ammirare paesaggi ricchi di valori culturali, quasi costruiti da secoli di lavoro nelle aree del Volterrano e delle Crete Senesi. |
Da Pisa a Volterra:
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Lungo la S.S. 206 di Collesalvetti, si supera la zona artigianale ed industriale di Ospedaletto e si arriva a Vicarello; nucleo di sviluppo piuttosto recente prendendo poi la strada a sinistra che va verso Ponsacco. Sulla sinistra del tracciato si ergono i rilievi dei Monti Pisani con i fianchi qua e là squarciati da grandi cave che si allungano per diversi chilometri: è lo stesso Dante che li cita e ce li ricorda nel verso relativo ai monti per cui "i Pisani veder Lucca non ponno"; il rilievo culminante è il Monte Serra (m.917 s.l.m.). Oltre Cenaia, in località Le Quattro Strade, si trovano cantine sociali specializzate nella vendita di tipici vini della regione. Arriviamo dunque a Ponsacco, sede di una mostra permanente del mobile, la quale si integra alla perfezione con l'altro centro mobiliero che è Cascina. Da qui, si va verso sud-est verso Capànnoli, si risale la Valdera tra le dolci ondulazioni collinari; dopo pochi km si può osservare sulla destra un vasto parco con l'imponente villa medicea (1533) di Camugliano. Seguono Càpannoli, piccolo centro agricolo ed industriale, Selvatelle e la località La Rosa. Sulle colline che fiancheggiano l'itinerario in questione, è possibile notare la presenza numerosa di case coloniche dell' 800, per la maggior parte ristrutturate. Oltrepassato il torrente Sterza, si apre un bel panorama con sullo sfondo la città di Volterra; continuando sulla S.S. 439, si risale la Valdera in un paesaggio collinare sontuoso, con case contadine in piedi sui pendii. Oltre il Mulino d'Era ha inizio la salita che porta dai 180 m ai 555 m. di altitudine di Volterra, da qui si ha una spettacolare veduta del panorama intero se si devia sulla destra, poco prima del centro abitato. |
Da Volterra a Colle Val d'Elsa:
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Usciti dalla città di Volterra si prende la S.S. 68 per Colle Val d'Elsa, sullo sfondo è possibile vedere i fumi dei soffioni boraciferi, i vapori degli stabilimenti chimici e le gigantesche torri di refrigerazione delle centrali geotermiche di Larderello. Attualmente i vapori, ricchi di acido borico, sono raggiunti da trivellazioni, per risalire poi attraverso grandi tubazioni ad alta temperatura alle centrali, per essere trasformati in energia elettrica. Arriviamo quindi al centro di Mazzolla, borgo rurale tra i più caratteristici della zona, da qui il percorso va via su paesaggi mossi e variegati per arrivare a Càsole d'Elsa, centro di origine etrusca arroccato su un colle. Sulla destra è possibile notare i resti della torre di Montemiccioli, superato poi il bivio per Càsole, si può vedere il santuario di S. Maria delle Grazie, risalente al XIV secolo, per entrare poi attraverso le cinta murarie e le porte antiche, nel bellissimo centro storico di Colle alta. Qui il patrimonio artistico è immenso, accompagnato da prodotti dell'artigianato e della gastronomia locale; in particolare da vedere il vecchio nucleo, soprannominato il "Castello" caratterizzato da forti segnali medioevali. |
Da Colle Val d'Elsa a Siena:
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Da Colle bassa, la parte moderna della cittadina, si procede verso la zona di lavorazione del vetro e del cristallo, quindi si procede verso sud seguendo la S.S. 541 per arrivare a Traversa Maremmana. Dopo si passa anche da Gracciano dell'Elsa costeggiando sulla sinistra i rilievi della Montagnola Senese, costituiti da calcare; da qui nasce il fiume Elsa che, a tratti, corre lungo i fianchi della statale. Dopo circa una trentina di km. si entra nella S.S. 73, dominata dai resti del castello di Montarrenti che fino al XIII secolo, fu della Repubblica di Siena ed è oggi di proprietà dell' Amministrazione Provinciale. Prima di proseguire per Siena è possibile allungare leggermente il percorso per visitare l'abbazia di S. Galgano, mèta d'obbligo se si è in zona. Dal bivio, la statale segue tra rilievi fiancheggiando il torrente Rosia, scavalcato dal Ponte Pia di origine medievale; segue quindi Rosia, piccolo borgo nel quale è possibile adocchiare e visitare la preziosa abbazia vallombrosana del secolo XIII. A questo punto passati anche i centri di Costalpino e Costafabbri, siamo giunti sotto il centro di Siena. |
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| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Firenze - Consuma - Camàldoli - La Verna - Arezzo. | Km. 179 |
Il viaggio:
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Da Firenze si risale verso l'Arno fino a Pontassieve (S.S. 69); si passa sulla S.S. 70 per Consuma varcando il valico e si scende nel Casentino, fino alla località di Poppi. Da qui si procede verso il monte Eremo (m. 1200 s.l.m.) giungendo al monastero di Camàldoli. Si riscende per Serravalle con la S.S. 71 fino a Bibbiena; da qui con la statale per il monte Verna (m. 1150 s.l.m.). Dopo, con la S.S. 71, si punta verso Arezzo. |
Le soste:
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Vallombrosa ospita il convento vecchio di oltre nove secoli. A Poppi da visitare il castello del sec. XIV della famiglia dei conti Guidi. Eremo è situato a m.1100 s.l.m. ed il monastero di Camàldoli è poco sotto (m. 850 s.l.m.); qui c'è un fitto bosco di abeti che avvolgono l'antico monastero dei benedettini. La Verna è una cima di origine calcarea che ospita anch'essa un vecchio convento francescano, fondato da S. Francesco da Assisi. Altre possibili cittadine o borghi da visitare sono: Anghiari con le sue viuzze, piazze e case medievali situate entro le mura della città vecchia; il borgo nasce su un colle circondato da una cinta muraria di origine medievale; da visitare il palazzo Taglieschi, rinascimentale ed il museo, delle arti e tradizioni popolari dell'alta valle del Tevere. Sansepolcro di origine medievali ma con forti tratti rinascimentali; da vedere le opere di Piero della Francesca nel museo civico. Caprese Michelangelo: dove nacque il maestro nella casa del Podestà che oggi ospita il museo. |
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| PERCORSO | LUNGHEZZA |
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Firenze - Pratolino - Borgo S. Lorenzo - S. Giovanni Valdarno - Firenze |
Km 200 |
Il viaggio:
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Usciamo da Firenze per la S.S. 65 della Futa e si sale verso Pratolino procedendo verso Scarperia del Mugello. Si va lungo la S.S. 67 verso i centri di Vicchio e Dicomano, procedendo lungo la Sieve. Da qui si arriva ad un bivio che porta al passo della Consuma (m. 1100 s.l.m.) e poco prima della località della Consuma, si va verso destra per la provinciale che attraversa la foresta per giungere a Vallombrosa (m. 980 s.l.m.). Da qui si scende verso Reggello, Pian di Scò e Loro Ciuffenna, per arrivare dopo molti borghi a Montevarchi; da qui si prende la S.S. 69 verso Firenze. |
Le soste:
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A Pratolino l'immensa villa Demidoff ed il suo parco enorme. Visite possibili presso: Monte Senario, Cafaggiolo, Sant'Agata, Scarperia (dove c'è anche il circuito del Mugello, sede di prova della Ferrari), Vicchio, Cascia, Vallombrosa e San Giovanni Valdarno con un museo molto ricco di opere. |
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| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Pisa - Vicopisano - San Miniato - Fucecchio - Vinci - Signa - Firenze | Km. 128 |
Il viaggio:
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Si esce da Pisa e si va verso Calci, poi andando verso sud si arriva a Caprona quindi, si va verso Vicopisano. Passiamo l'Arno percorrendo la Val d'Era in direzione Volterra attraversando Ponsacco e Capànnoli. Da qui si attraversa il fiume Era e si punta verso San Miniato per strade secondarie incontrando i centri di Villa Saletta, Palaia e la Serra. Scendendo dal colle di San Miniato si punta verso nord passando da Fucecchio per andare a prendere la S.S. 436. All'altezza della località Le Corti si prende a destra per strade panoramiche secondarie toccando vari centri, tra i quali: Cerreto Guidi, Vinci, Veghereto arrivando a Signa. Successivamente da qui si entra in via immediata a Firenze, prendendo la S.S. 66 che proviene da Pistoia. |
Le soste:
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Calci ospita la Certosa di Pisa, situata sotto al Monte Serra (m. 915 s.l.m.) che rappresenta la vetta più alta dei monti pisani. Qui il panorama è incredibile e molto vasto: si può vedere il mare, le Apuane, il Valdarno e l'Appennino. Cascina ospita la pieve romanica di S. Maria, è una cittadina famosa per la lavorazione dei mobili. Vicopisano è un paese denso di piccole vie medievali. Palaia ha due chiese del 200. San Miniato situata su un colle gode di un buon panorama, a suo tempo fu sede dei vicari imperiali, ospita anche i resti della rocca di Federico II. Fucecchio ospita la collegiata di S. Giovanni Battista che è in cima ad una scalinata con vista panoramica. A Cerreto Guidi c'è da visitare la villa medicea. A Vinci da visitare il museo dedicato a Leonardo. Ad Artimino c'è la villa medicea "La Ferdinanda", detta "dei cento camini". Signa è un luogo famoso per la lavorazione delle paglie e delle terrecotte. |
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| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Viareggio - Pisa - Tirrenia - Livorno - Bòlgheri - Suvereto - Populonia - Piombino | Km. 150 |
Il viaggio:
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Usciamo da Viareggio, prendiamo il Viale dei Tigli che attraversa la pineta, passiamo Torre del Lago ed andiamo a prendere l'Aurelia (S.S. 1) in direzione Pisa. Usciamo dalla città andando in direzione mare verso Marina di Pisa, da qui si va verso Livorno, passando per Tirrenia lungo la strada costiera. Lasciamo Livorno per il Viale Italia e riprendiamo l'Aurelia fino a San Vincenzo. Da qui si arriva direttamente a Piombino. Si lascia la Statale e si prendono strade secondarie sottomonte a partire da Castagneto Carducci, si attraversano vari centri, tra i quali: Sassetta, Suvereto, Cafaggio, Campiglia Marittima, Venturina. Qui si è di nuovo sull'Aurelia e torniamo indietro passando da Baratti e Populonia (andata e ritorno) per Piombino, da dove è possibile godere della vista dell'Isola d'Elba. |
Le soste:
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Torre del Lago Puccini, situata presso il lago di Massaciùccoli con la villa e la tomba del famoso musicista Giacomo Puccini. Pisa con l'obbligatoria visita a Piazza dei Miracoli con il Battistero, il Duomo e la famosissima Torre Pendente; ma non solo, Pisa è anche città rappresentativa delle Repubbliche Marinare. Medievale con numerosi musei ed opere da visitare come, la Chiesa della Spina. San Piero a Grado, località famosa per la chiesa pisana del XI secolo. Livorno città dal commercio frenetico per via del grande porto; è stato il primo scalo della Toscana granducale. Castiglioncello, famoso per le sue spiaggette e le insenature nella costa. A Bòlgheri visitare la cappella ottagona di San Guido percorrendo il viale dei cipressi per arrivare alla villa che ospitò in fanciullezza il poeta Carducci (vedi Castagneto Carducci). Suvereto ospita il palazzo comunale del 1200. A Baratti passare dalla sua piccola baia, e vedere la necropoli etrusca. Populonia conserva il borgo trecentesco situata sul poggio adiacente. |
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| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Firenze
- Poggibonsi - Siena - Castelnuovo Berardenga - Greve in Chianti - Firenze |
Km 195 |
Il viaggio:
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Si lascia Firenze e si procede verso Pisa (S.S. 67) e si va verso Ponte a Elsa dopo Empoli e quindi si va verso Siena (S.S. 429). Da qui si punta in direzione di Certaldo passando per Volterra, Castel S. Gimignano e la stessa S. Gimignano, quindi Poggibonsi. |
Le soste:
A Montelupo Fiorentino c'è il museo archeologico della ceramica nel palazzo dei Podestà. Ad Empoli, da visitare il palazzo ghibellino con numerose opere d'arte. Castelfiorentino, ci sono diverse chiese barocche ricche di quadri dei sec. XIV e XV secolo. A Certaldo c'è la casa ricostruita del Boccaccio. Volterra è sul colle ed è un antico centro medievale con torri ed edifici etruschi. S. Gimignano famosa per le sue 14 torri superstiti, con musei ricchi di opere d'arte. |
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| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Lucca - Montecatini Terme - Pistoia - Vinci - Prato - Firenze | Km 135 |
Il viaggio:
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Siamo nella Valdinièvole (la Nièvole è un torrente); siamo in una zona tra diverse valli: la Valdinièvole, la valle di Pescia e quella di Collodi. Siamo tra Montecatini Terme e Pescia, a Collodi c'è il parco dedicato al personaggio fumettistico di Pinocchio, dell'autore Carlo Lorenzini di Firenze. Il nostro itinerario si sviluppa quindi tra i boschi delle valli, dove siamo in presenza di moltissimi colli, alti al massimo m. 600 s.l.m. come il Colle Albano. Partendo da Lucca si va verso Pescia e si arriva attraversando le diverse colline a Montecatini Terme; da qui si prosegue per Serravalle Pistoiese, uscendo a sud per Empoli. Attraversiamo poi i vari paesini dei colli per arrivare a Vinci; da qui si va in direzione nord-est per Vitolini e Carmignano per giungere poi a Poggio a Caiano. L'ultimo tratto del percorso porta a Prato e qui presa la strada per Sesto Fiorentino si arriva alla chiesa di S. Giovanni Battista e quindi a Firenze. |
Le soste:
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A San Gennaro ci si arriva dalla S.S. 435. A Collodi da vedere il parco di Pinocchio ed il giardino di villa Garzoni. A Pescia ci sono varie opere artistiche in S. Francesco ad opera del pittore Bonaventura Berlinghieri (1235) inoltre Pescia ha una attività intensa di floricoltura. A Montecatini Terme ci sono molti buoni alberghi, è una città famosa per le sue terme, luogo di mondanità e di villeggiatura. Vedere a Serravalle le fortificazioni medievali. Pistoia è una città densa di opere d'arte. Vinci ha nel suo castello un museo dedicato allo scienziato italiano più famoso: Leonardo. Da vedere a Poggio a Caiano la villa medicea di Giuliano da Sangallo. Prato è famosa per le sue lavorazioni tessili della lana. La Chiesa di S. Giovanni Battista è un vero capolavoro dell'architettura moderna (visibile dall'autostrada Firenze - Bologna). Sesto Fiorentino ha il museo delle Porcellane di Doccia. |
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La Versilia, le Alpi Apuane e la Lunigiana
| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Viareggio - Camaiore - Pietrasanta - Castelnuovo Garfagnana - Forte dei Marmi - Massa - Carrara - Fosdinovo - Sarzana - Pontrèmoli | Km. 180 |
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Questa è una zona dove il mare ed i monti s'intrecciano tra loro, continuo è il susseguirsi dei colori che vanno dal blu del mare, fino al verde dei boschi per culminare poi, nel bianco delle cave di marmo. Siamo in un luogo denso di acqua dove, il Magra e l'altro fiume, il Serchio, scendono a valle lasciando alle loro spalle fitti boschi di pini marittimi e lecci. Qui nasce la Versilia, tratto di mare e terra che va dal lago di Massaciùccoli e la foce del Cinquale, per arrivare poi fino al crinale delle Apuane. Qui, alla metà del secolo scorso, incominciarono a prendere vita i primi stabilimenti balneari ed è oggi, considerato uno dei luoghi più "in" del nostro paese. Non scordiamoci poi che questa, è la zona del marmo, le cave di Massa e Carrara sono tra le più famose al mondo; molti personaggi famosi, fanno follie, pur di avere nelle loro case pavimenti con il marmo delle cave toscane. Il nostro percorso, termina poi nella Lunigiana, la quale è percorsa per intero dal Magra. E' questa una zona di montagna, agricola terrazzata da numerosi castagneti. |
Il viaggio:
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Partenza da Viareggio e da qui si va verso Camaiore, precisamente in località Pianore per prendere la S.S. 1 Aurelia. Arrivati a Querceta si va in direzione Apuane per Seravezza, passando attraverso la galleria del Cipollaio fino a Castelnuovo Garfagnana. Da qui si riscende nuovamente verso Querceta e ci si dirige verso mare a Forte dei Marmi, da qui seguiamo il litorale fino a Marina di Massa e poi per le colline di Carrara. Le strade da fare sono: la panoramica della Spolverina (S.S. 446D), valico della Foce (m. 600 s.l.m.), poi raggiunta Fosdinovo entrando in Liguria, si prende la S.S. 62 della Cisa. |
Le soste:
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A Viareggio, fermarsi sul lungo mare per godere di prestigio e respirare un po di aria mondana. A Camaiore ammirare la splendida veduta sui colli adiacenti. A Pietrasanta, visita al duomo, le cave di lavoro del marmo e, la casa dove nacque Carducci nel 1835. Castelnuovo Garfagnana, luogo immerso nel verde in una valle stretta tra due monti, qui risedettero due famosi governatori estensi: l'Ariosto e Fulvio Testi. Forte dei Marmi, è la spiaggia più famosa ed esclusiva della Versilia. A Massa c'è la famosa rocca che domina città ed il vecchio palazzo dei Malaspina. A Carrara, vedere il duomo, questa è la capitale del marmo. A Fosdinovo visitare il castello dei Malaspina. A Sarzana, andare a vedere le splendide opere d'arte nella cattedrale del secolo XIII che volle Lorenzo il Magnifico. Santo Stefano di Magra, è un piccolo paese ligure dal connotato medievale. A Villafranca in Lunigiana c'è il Museo etnografico che documenta la cultura locale. Infine a Pontrèmoli visitare il castello che ospita un importante museo. |
Da San Pellegrino in Alpe a Seravezza
| TAPPE |
LUNGHEZZA |
| S. Pellegrino in Alpe - Seravezza | Km 111 |
| Seravezza - Carrara | Km 80 |
| Carrara - Sarzana | Km 89 |
Le Alpi Apuane e il marmo:
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Le Alpi Apuane dalla forma grosso modo ellittica, separano il medio - alto bacino del Serchio dal mare. Sono imponenti per estensione (60 Km di lunghezza, un migliaio di Km² di estensione), e per altezza (Monte Pisanino m. 1945 s.l.m., Monte Cavallo m. 1895 s.l.m., Pania della Croce m. 1858 s.l.m., Pizzo d'Uccello m. 1781 s.l.m.), per articolazione e asprezza morfologica, che richiama quella dolomitica (acutezza delle cime, verticalità delle pareti, grotte ed altri fenomeni carsici). Nella storia geologica di queste pareti, il marmo ha assunto nel corso degli anni vari tipi e colori; tra essi il più pregiato è il bianco "statuario", d'eccezionale purezza (oltre il 99% di calcare). Attualmente si estrae dalle Apuane oltre un milione di tonnellate annue di marmo, il ciclo completo delle attività (estrazione, trasporto, lavorazione, artigianato artistico, produzione di macchine, impianti, etc.) impiega oltre 20.000 addetti in aziende di varie dimensioni, spesso anche a carattere internazionale. |
San Pellegrino in Alpe - Seravezza:
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Tornati alla foce delle Radici si scende in Garfagnana, con ampi squarci panoramici sulle Apuane, sul fondovalle principale e, a destra sulla Pania di Corfino. Classica la sequenza ininterrotta di prati e boschi (abetaie, faggete, castagneti). Subito dopo Casone di Profecchia, di recente valorizzato per gli sport invernali, arriviamo a Castiglione di Garfagnana, centro di villeggiatura sportiva dell'estate, che conserva ancora la sua originaria struttura medievale con la cinta di mura e la rocca, costruita nel 1371 dai lucchesi. Essa si eleva in posizione dominante in cima al colle maestro. Attraverso Pieve Fosciana, con sorgenti termali solfato-alcaline formatesi in un laghetto, giungiamo poi a Castelnuovo di Garfagnana (m. 270 s.l.m.): centro di confluenza fra Tùrrite Secca e Serchio, capoluogo estense della regione (vi fu governatore L'Ariosto dal 1522 al 1525). Nella valle è ancora oggi la "città", dove trovano sede i servizi e diverse attività artigianali ed industriali, dove restano anche tracce notevoli del passato (Rocca del XII secolo; Duomo ricostruito all'inizio del XVI secolo). Da Castelnuovo si affronta poi il versante apuano, lungo la valle della Tùrrite Secca, ove il paesaggio muta profondamente: qui la valle è strettissima, con pareti tendenti alla verticalità e affioramenti di rocce dure stratificate. La strada corre sul fondo della gola, costeggiando il torrente. Siamo entrati nel mondo calcareo delle Apuane e nella sua aspra morfologia, dove il poco di civiltà esistente è rappresentato da scarsi insediamenti, aggrappati al rilievo e le abbondanti cave e segherie di marmo. Superata una centrale idroelettrica, la strada sale a Campaccio, ove sgorga la Pollaccia, a monte della quale la Tùrrite scorre sotterranea per un tratto (tipico fenomeno carsico). L'asprezza morfologica del paesaggio si accentua con le gallerie intagliate nella roccia viva. Proseguendo si supera poi la diramazione con svolta a destra per Arni (m.916 s.l.m., magnifico panorama sulle apuane e le cave) e con la successiva del "Cipollaio" (m.800 s.l.m.), si supera lo spartiacque. Il panorama si riapre poi sulle valli sottostanti fino alla Versilia ed al mare. Sfiorando Terrinca, Levigliani e Retignano, antichissimi villaggi in mezzo ai castagneti, e continuando a scendere lungo il torrente Vezza, s'incontrano Argentiera (dov'erano le fonderie delle miniere argentifere), Valventosa e Seravezza, stretta tra i versanti montani, nel punto di sbocco del Vezza in pianura. Seravezza è stato ed è un importante centro per la lavorazione del marmo, tutto iniziò al tempo dei fiorentini nel XV secolo, vi soggiornò anche nel 1517 Michelangelo. |
Seravezza - Carrara:
Attraverso Ripa e Querceta, correndo sulle antiche dune costiere, arriviamo a Forte dei Marmi, una delle località più note della Versilia e delle Apuane per il turismo estivo. Qui è centro di grande insediamento urbano, dai tipici stabilimenti balneari, presenza di servizi ed attività differenti: turismo, tempo libero, shopping, etc. fino allo sviluppo dell'artigianato, all'industria del marmo. Procedendo ancora lungo la litoranea, si tocca Cinquale (Marina di Montignoso), dove si devia a destra per raggiungere la S.S. 1 Aurelia, superato Montignoso, arriviamo a Massa. Da qui si giunge a Carrara attraverso la foce di Mirteto (m. 226 s.l.m.), prendendo poi una stretta strada panoramica si sale tra boschi e giganteschi ravaneti fino a Colonnata (m. 532 s.l.m.), borgo di cavatori |
Carrara - Sarzana:
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Da Colonnata si riscende a Carrara. Sulle colline e sui monti alla nostra destra si susseguono i centri nati intorno ai castelli malaspiniani: Ortonovo, Castelnuovo Magra, Fosdinovo. E' possibile vedere anche le fortificazioni genovesi, la cittadella medicea e la fortezza di Sarzanello (1322). Sarzana, quasi a contatto con La Spezia, è una piccola città vivace per attività industriali, commerciali ed agricole. |
Da Sarzana a Borgo Val di Taro
| TAPPE | LUNGHEZZA |
| Sarzana - Varese Ligure | Km 62 |
| Varese Ligure - Borgo Val di Taro | Km 90 |
Descrizione:
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Il Golfo della Spezia compone uno dei paesaggi più suggestivi d'Italia. Lungo 14 km e largo 3, è circondato da una serie di colli di arenacei ed altri di calcare, sopratutto sul versante ad ovest. La costa è altamente umanizzata pur conservando un ambiente di straordinaria naturalezza ed interesse: ad ovest Le Grazie e Portovènere, con l'antica chiesetta di S. Pietro; ad est San Terenzo, Lèrici, Fiascherino, Tellaro ed altri. Presente in massa nel golfo, a sostituire la pesca, la molluschicoltura ed il prelievo di datteri di mare dalle rocce. Di particolare interesse sono il museo Archeologico ed il Museo Navale. Assai nota è la festa del Mare, la prima domenica d'agosto, con il palio remiero. |
Il percorso e le soste:
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La statale della Cisa corre lungo il rilievo montagnoso dell'ampia piana del Magra. Superati Ponzano e Santo Stefano di Magra, si prende la statale 330 attraverso il fiume. Attraversati Albiano Magra e Ceparana si passa sopra la A12 e, valicata la Vara, si abbandona la statale 330 e prendiamo la strada provinciale che risale la Val di Vara. A Borghetto di Vara si lascia la statale 1 e si prende, a destra la 556 quindi, sottopassata la A12 e superata una breve galleria, la valle si restringe. dopo un piccolo bacino artificiale ricavato da un'affluente di destra si supera un'altra galleria e si giunge a San Pietro Vara, alla confluenza tra Torza e Vara quindi, si prende a salire e si tocca Varese Ligure. Da qui si passa per La Val Crovana e si giunge al passo delle cento Croci (m.1055 s.l.m.), luogo di villeggiatura tra fiori e piante di ogni genere. |
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L'APPENNINO
PISTOIESE
E LA GARFAGNANA
| PERCORSO | LUNGHEZZA |
| Pistoia - Abetone - Foce delle Radici - Castelnuovo di Garfagnana - Pistoia | Km. 190 |
Il percorso:
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Si esce da Pistoia per la via di Porta al Borgo e si prende la S.S. 66 che arriva a San Marcello Pistoiese, poco oltre località La Lima, si prende la S.S. 12 fino al passo dell'Abetone. Da qui si scende verso Pievepèlago, e si imbocca la S.S. 324 per arrivare al Passo delle Radici (m. 1536 s.l.m.), si prosegue passando per Castelnuovo Garfagnana e si scende lungo la valle del fiume Serchio. Passiamo da Barga, Castelvecchio Pascoli, Ponte di Catagnana e si ritorna verso il valico dell'Abetone per poi andare in direzione Pistoia. |
Le soste:
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Maresca, la si raggiunge dopo il passo di Oppio, è un luogo di villeggiatura vicino alla foresta del Teso. A Gavinana c'è un piccolo museo della battaglia (nel 1530) tra i Fiorentini e le truppe imperiali del principe d'Orange. La sconfitta segnò la fine della Repubblica Fiorentina ed il ritorno nella città dei Medici. A Cutigliano è possibile prendere una funivia per arrivare a m. 1730 s.l.m., sul colle appenninico tra il Libro Aperto ed il Corno alle Scale. Sul passo dell'Abetone (m. 1390 s.l.m.), noto luogo di sci, è possibile usufruire dei numerosi impianti per godere di ottimi panorami (seggiovia della Selletta e funivia del Monte Gomito, m. 1900 s.l.m.). Pievepèlago è un luogo di villeggiatura. La Foce delle Radici (m. 1530 s.l.m.), è un valico tra l' Emilia - Romagna e la Toscana (da vedere il panorama dal passo di S. Pellegrino in Alpe. Castelnuovo Garfagnana è un borgo medievale del sec. XII, la rocca in cui risedette il governatore Ariosto. Castelvecchio Pascoli ospita la casa del poeta. A Barga vedere il duomo; da vedere e fermarsi anche nelle località di Vico Pancellorum, Popiglio ed ai Bagni di Lucca. |