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Tessuti
pregiati
Sembra quasi una leggenda, guardando i sofisticati
prodotti delle industrie tessili dei nostri giorni, ma nel dopoguerra
a Prato la lana si faceva con gli stracci. Indumenti
smessi arrivavano in balle dall'America, provetti cenciaioli li dividevano
velocemente secondo i tipi di tessuto. Le malelingue mormoravano che
molti diventavano ricchi con questo lavoro perché nelle tasche
degli indumenti smessi trovavano dollari. Ed era vero, ma non smettevano
di fare i cenciaioli.
Una macchina speciale riduceva gli stracci
a stato di fibre che servivano poi a fare lana meccanica: un prodotto
povero per costumi ancora austeri che però rimise in moto l'economia
della città colpita dalla guerra. I pratesi, con il loro innato
ingegno e voglia di lavorare, riuscirono a superare la crisi, investirono
in tecnologia e con gli anni hanno indirizzato la produzione verso
tessuti pregiati, dai pesi leggeri, mescolati con fibre naturali
per dare consistenza a trame particolari.
Migliorati i servizi, impiantato un sistema per depurare le acque
usate nella produzione, oggi mostrano fieri, insieme ai loro tessuti
e ai filati per maglieria, anche le anatre selvatiche tornate
nella acque pulite del Bisenzio. E in più alcuni hanno allestito
nelle loro fabbriche spacci, dove si possono acquistare tessuti e
maglieria a prezzi molto convenienti.